il folletto del bosco

gioca con le foglie del faggio,
 il sole
disegnando merletti
sulla terra rossa.
I nostri passi silenziosi
cercano di comprendere la meta
calpestando le foglie marcite
del sottobosco.
Lo spirito del bosco
saltellando ironico
come un folletto
in un giorno di festa
canta con voce stridula
il suo messaggio:
“aprite gli occhi
ascoltate con attenzione
ponete fine
al vostro vano cercare
che la meta
che tanto attendete

e cercate in luoghi lontani

e sempre con voi
 sotto i vostri piedi
e lìimportante e’ che
semplicemente
la seguiate.

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terry

ventinove luglio duemilasette

entrando nel bosco

 

 

una gialla farfalla

aleggiava sicura,

per baciare il suo ultimo mondo

l’ultima farfalla

di un giallo cosi’ intenso,

una lacrima di sole

caduta sulla pietra

ma qui non ho piu’ visto farfalle

le farfalle non vivono nel ghetto.

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poesia scritta da uno dei 15.000 bambini ebrei del ghetto di Terezin,

 di cui solo meno di 100 si sono salvati

gioco

Giocano i miei pensieri
con emozioni che pensavo perdute.

Giocano le mie emozioni
con sogni confusi tra realta’ e irrealtà.

Giocano i miei sogni
come nuvole in un cielo sempre piu’ azzurro.

Giocano le nuvole
a nascondino con il sole.

Gioca il sole
con il tuo sorriso.

Giocano le nostre mani
in un intreccio sempre piu’ complice.

Giocano i nostri corpi
in colori che danzano solo per noi.

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lunedda a giocare con le nuvole

blue

ha colmato anche la stanza la nebbia, questa sera.
una nebbia che si e’ fatta amica, ci avvolge in atmosfere blu-azzurre con riflessi argentei donati dalla luce delle candele.
Si muovono i nostri corpi sulle note di un mantra tibetano.
Non serve la voce, non servono le parole…. parlano i nosri corpi giocando con le ombre sulle pareti e il gioco si fa gioco nel gioco.
raccontano di abissi profondi e di liberi voli su cieli azzurri, ondeggiando con la musica diventiamo onde, vento, fuoco che brucia e terra morbida.
Raccontano i nostri corpi di paure e di gioie, di emozioni mai confessate, di sogni immaginifici, di femminilita’ ritrovata e di sensualita’ finalmente libera.
Si incrociano le nostre vibrazioni in una danza che si fa gioco e condivisione fino a coinvolgere ogni parte del nostro essere…………. fino a vivere, oltre ogni vincolo, la danza sacra della vita.

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lunedda danzando

 

girogirotondo un anno dopo

toc..toc.. scusate l’intrusione, approfitto di un momento di distrazione di Terry per rubare un suo spazio e scrivere io! Pero’ voi, per favore, non diteglielo…se no chi la sente quella! Sono la piccola Terry, la Terry bambina…….. chiamatemi Lela come mi chiamavano tutti da piccola, visto che il mio fratellino non riusciva a dire Teresa…ecco per tutti fino all’adolescenza son stata Lela. Sono io quella che piange e sta male…. , quella che per una vita ha cercato di attirare la tua attenzione, mamma cara, quella che per un briciolo di affetto ha fatto il maschiaccio, ha rotto tutte le sue bambole, ha fatto la ribelle, la brava ragazza, si e nascosta, si e’ stampata un sorriso adosso piangendo di nascosto, non ha mai detto no, esplodendo, pero’, di rabbia per un non nulla, quella che vi ha guardato dalla finestra di un’altra casa vivere la vostra vita di famigliola felice. Sono sempre io quella che ancora adesso sta male, che ancora cerca la tua approvazione e un sorriso. Sono io, la Lela, quella che in ogni rapporto di amore o di amicizia, soffre per un minimo sgarbo, pensando ecco vedi…ancora, sempre cosi’……. non sono degna di affetto, di attenzioni…… rovinando spesso rapporti bellissimi. Lei, la Terry grande…le imi vuole bene, mi tiene per mano, mi coccola…ci prova, lei, a farmi crescere…. e adesso, lo sento, sta di nuovo piangendo per me.

febbraio duemilasei

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Cara lela

ho riletto questa tua lettera clandestina di circa un anno e mezzo fa, ed ora mi vien da sorridere di tenerezza e di gioia e sono certa che anche tu stai sorridendo. Sorridiamo entrambe perche’ sappiamo di avercela fatta, si ce l’abbiamo fatta a guarire!

Sappiamo di avercela fatta quando andiamo in istituto a trovarla, quando scherziamo e giochiamo con lei, quando sentiamo una nuova complicita’ tra noi quando, finalmente, riusciamo ad abbracciarla.

Ce l’abbiamo fatta piccola Lela, ce l’abbiamo fatta dopo essere passate fra uragani e tempeste, ma ce l’abbiamo fatta assieme!!!  ed ora e’ venuto il tempo che tu mi dia la mano e che camminiamo assieme diventando una, perche’ la piccola bambina ferita e’ crescuita… ora possiamo camminare sicure a testa alta felici di vivere attimo dopo attimo la nostra vita.

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un girotondo a tre terry/lela e mamy

 

danzo con i colori

una palla di vetro
appesa alla mia finestra
solo una semplice
unica
trasparente
palla di vetro
e il sole
arriva
la accarezza
le fa l’occhiolino
e la palla
si anima
si veste di mille colori
e mi prende per mano
per fare una danza
di mille luci
come sogni
colorati
vestiti
di arcobaleno

 

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lunedda a giocare

il fiore di loto

Affonda
le sue radici
nel fango
si allunga
nell’acqua
cristallina
e si spinge
su
in cerca
della luce
e del sole.
Per galleggiare
leggero
a fior d’acqua.
il fango
non
l’ha trattenuto
l’acqua
l’ha lasciato
fluire.
Ed ora
libero
ci dona
i suoi
piu’ bei
colori.

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forse dovremmo essere tutti un po’ fiori di loto……………..

terry diciasette luglio duemilasette

 

 

 

free zone

 

 

questo blog

e’ uno spazio libero

da

pettegolezzi offese beghe maldicenze litigi

 

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a buon intenditor poche parole

terry diciasette luglio duemilasette 

***

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si allunga
il giorno
fra le braccia
della notte
e
il sole
ci regala
i suoi primi raggi 
 
 
terry quindici luglio duemilasette