attesa

tenui i colori
del primo mattino
il verde del giuggiolo
non brilla ancora
il rosso acceso
dell’acero
dorme sopito.
Al primo bagliore
la notte
sinuosamente
si allontana
come un’amante
clandestina
per lasciare
che il sole
ancora una volta
ci scaldi

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terry ventisette giugno duemilasette

amore

 “…. tu avrai capito la vita non quando tu farai il tuo dovere in mezzo
 agli uomini, ma quando lo farai nella solitudine.

Non quando, pur raggiunta la notorietà, potrai avere una condotta
esemplare agli occhi degli uomini, ma quando l’avrai e nessuno lo saprà, neppure te stesso.

Non quando tu farai il bene e ne vedrai gli effetti, ma quando lo farai e
non ti interesserà avere gratitudine, nè conoscere l’esito del tuo operato.

Non quando tu potrai aiutare efficacemente e disinteressatamente, ma
quando aiuterai pur sapendo che il tuo aiuto a nessuno serve, neppure
a te stesso.

Non quando tu ti sentirai responsabile di tutto ciò che fanno i tuoi simili, ma quando conserverai intatto il senso della tua responsabilità, pur sapendo d’essere l’unico uomo al mondo.

Non quando tu avrai compreso che tutti gli esseri hanno gli stessi tuoi
diritti, ma quando tratterai l’essere più umile della terra come se fosse
Colui che ha nelle Sue mani le tue sorti.

Non quando tu amerai i tuoi simili, ma quando tu stesso sarai i tuoi simili e l’amore

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parole del cerchio firenze77

 

versi disordinati

Attraverso

Binari

Chiusi

Da

Effimere

Fantasie

Giocando

Ho

Incontrato

Luminescenze

Migrate

Nell’

Oblio

Pietrificato

Quintessenza

(di)

Rigettati

Sogni

Tramutati

(in)

Una

Verita’

Zen

 

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 ho giocato con parole ed immagini

ventidue giugno duemilasette 

 

trasparenze

trasparenze

sottili

s’affannano

a trarmi

in inganno

come

un velo

lascio cadere

vecchie illusioni

e

ricerco

tra mille pieghe

una realta’

che

il mio cuore

gia’

conosceva
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ho ascoltato ho guardato ho scattato
terry venti giugno duemilasette
 
 

tra terra e cielo

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Davanti a me il sentiero prosegue e mi invita a percorrerlo, sono arrivata qui passo dopo passo, a volte correndo a volte molto lentamente e con fatica. Ora ho bisogno di fermarmi e di stare sul bordo della strada.
Appoggiata al tronco della quercia ascolto il silenzio.
Davanti a me passano i pellegrini che percorrono la via. Qualcuno mi saluto, qualcuno si ferma all’ombra della quercia donandomi un sorriso, due parole e un arrivederci, qualcuno mi invita a proseguire assieme. Ma io aspetto non e’ ancora tempo per me di proseguire..
il mio corpo si espande ad accogliere l’essenza delle cose che mi circondano.
Il pioppo improvvisa una danza di neve per me.
Il soffione del tarassaco lancia i suoi semi che danzando col vento si posano sull’erba bagnata dalla pioggia.
Il calabrone intona una serenata e me la dona.
Affondo i piedi sulla terra umida…e’ calda e materna, mi culla mentre il vento mi canta la ninna nanna.
Io figlia della terra, figlia del sole e della luna, sorella delle stelle….. divento uno……………..e riprendo la via.

 

parole  e scatto di terry sedici giugno duemilasette

 

alba

 
la notte
si allunga
nel giorno
un  attimo
fuori dal tempo 
che ci saluta
colorando il cielo 
di colori
impazziti
i contorni 
sono sfumati
nulla
e’ determinato
non e’ buio
non e’ luce 
non e’ gia’
piu’ notte
e
non e’ ancora giorno
tutto
e’ permesso
per un attimo
al di la’ dello spazio
al di la’ del tempo 
 
 
 
terry che ogni mattina non si perde quall’attimo
 
 

una nuova voce

immersa

in questa nebbia

che mi ha accompagnato

attraverso

i boschi di faggi

mi penetra

un’energia nuova

leggera e profonda

sa

di antiche conoscenze

spinte

verso un nuovo futuro

ogni elemento

mi parla

questa nuova lingua

lontano

un canto

che sa di risveglio

e

ora io sento

io capisco

perche’

ora so

io sono quell’io sono

 

 

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eremo di camaldoli sette giugno duemilasette

 

 

espavo – terry